Lo sport che non si è fermato

Lo sport che non si è fermato

Illustrazione di Luca Tagliafico

Con l’emergenza covid, dopo il primo contraccolpo emotivo, il mondo dello sport ha provato a ripartire come poteva, cercando di mantenere alta l’attenzione su qualcosa che si è totalmente fermato e chissà per quanto tempo. Le premesse per lasciarsi andare allo sconforto c’erano tutte soprattutto per chi dello sport non ne fa solo un lavoro ma anche uno stile di vita. 

La pandemia ci ha però permesso, in gran parte grazie ai social, di entrare nelle case e nelle abitudini dei nostri idoli sportivi, scoprendo talvolta dei lati umani che forse non avevamo percepito, incredibilmente dato il numero di interviste che danno.

A questo punto online ci sono tonnellate di materiale di questo genere; io per voi ho scelto i miei preferiti, in cui mi sono imbattuto in questo mese e mezzo di digitalizzazione sportiva

1 Efimova aspetta di sfornare, Daiya Seto fa acquisti da Decathlon

Inizio dai nuotatori, categoria a me cara e probabilmente anche la più penalizzata dalla quarantena. 

È spinosa la questione gestione delle piscine: se prima del lockdown si registrava la presenza di impianti in maniera capillare sul territorio, è probabile che fra qualche mese rimarranno aperte solo le società grosse che hanno la possibilità di indebitarsi e rimettersi in sesto in seguito. 

I nuotatori però hanno bisogno di avere un costante confronto con l’acqua, che di certo non è il nostro elemento quotidiano: se smettessimo per due mesi di camminare per esempio, alla ripresa sembreremmo tutti degli alpaca che corrono a zigzag!

Una soluzione seppur parziale ce la mostra Julia Efimova, loquace e chiacchierata ranista russa, che in totale scioltezza in cucina, con una nonchalance di una che aspetta che la torta sia pronta da sfornare, ci sciorina un misto di tutto rispetto (le pause della bracciata a delfino gliele abboniamo solo perché potrebbe essere un 400IM):

Chi invece voleva mantenere l’acquaticità avendo solo una doccia a disposizione è il mistista Daiya Seto che, corso al decathlon più vicino, si monta una bella piscina formato persona in giardino e nuota sul posto. Arriveranno a breve nuotate di gruppo con un’espansione di Zwift.

2. Ma è la FINA o Moira Orfei?
Cancellato il Campionato Italiano di Nuoto di Riccione, valido anche per le qualificazioni olimpiche, anche le competizioni della FINA si sono azzerate e alcuni nuotatori azzurri si sono ingegnati per trovare delle vie alternative al nuoto. 

Indiscrezioni vogliono che Luca Dotto e compagna e la coppia azzurra di ranisti Carraro-Scozzoli abbiano già mandato i CV al circo Orfei per il prossimo tour circense dal titolo In acqua squali in aria schifo.

3. Come vorrei essere, come sono

C’è anche chi imperterrito continua a fare quello che già faceva prima della quarantena, ma meglio: i parkour in casa, i classici video assurdi in cui saltellano come caprioli scrivendo come didascalia “THE FLOOR IS LAVA”. 

Ovviamente i più performanti sono quelli che di trick, di kick, di flip se ne intendono, quindi classicamente snowboarder, skateboarder, ma anche sciatori. 

Lui è Sebastien Toutant, tatuato snowboarder canadese della premiata ditta Team RedBull (non sbagliano un colpo eh) che nella sua umile dimora ci mostra come passare dal soggiorno alla cucina probabilmente impossessato dallo spirito di Simone Biles:

Poi c’è probabilmente quello che in effetti farei io se provassi anche solo ad immaginarmi di farlo, però lui è Ricciardo, pilota di F1, quindi può: 

4. Shiffrin passa le alpi, il biathlon rimane francese, Wierer passa ai drink 

Tutto si può dire ma non che Mikaela Shiffrin abbia avuto un 2020 semplice: il 3 febbraio muore in un incidente domestico il padre della sciatrice americana, cadendo dal tetto della casa che stava costruendo per sua figlia in Colorado, mentre lei era sulle nevi di Folgaria ad allenarsi. Rientrata a casa da leader della classifica generale con ampio margine, quando annuncia il suo ritorno alle gare un mese dopo si ritrova al secondo posto per una manciata di punti, ma soprattutto con una pandemia che di lì a poco avrebbe bloccato e infine concluso tutte le competizioni. 

Per fortuna la nostra Mikaela è anche una ragazza molto positiva e sui social si è spesa in danze sfrenate e canzoni. Pochi giorni fa ha pubblicato sul suo profilo Instagram un live in cui strimpellava una canzone dedicata all’Italia, a cui è molto legata, non solo per i bucolici comprensori in cui spesso si allena, ma più prosaicamente per il suo sponsor Barilla. Shriffrin durante il live si commuove quando dei lavoratori Barilla si aggiungono alla diretta e la ringraziano per il suo supporto. Mikaela, che da fine estate 2019 è tornata single dopo più di due anni in cui il suo cuore parlava francese, ora sembra proprio che si stia affezionando all’altra lato delle Alpi.

In Francia invece il biathlon è onnipresente, la stagione è ormai finita ma loro imperterriti non smettono di pensarci, come dimostra questo simpatico videino di biathlon indoor:

30 000 fans sur Facebook ! MERCI !

Nous avons passé la barre des 30 000 fans 🥳! Merci à toutes et à tous !Petit clin d'oeil à la vidéo de Philipp Klein que vous avez sûrement déjà tous vu ! Prenez soin de vous, et surtout n'oubliez pas, restez chez vous ! #StayatHome #RestonsChezNous

Pubblicato da ESF École du Ski Français su Martedì 21 aprile 2020

La regina del biathlon Dorothea Wierer ha dichiarato che ora che il suo sport è fermo si può dedicare alla cucina e al cibo: alla domanda di come avrebbero festeggiato il suo compleanno lei e suo marito ha risposto che tra il rosso e il bianco scelgono il Gin Tonic.

5. Home of Red Bull 

Tra le tante sfide lanciate dagli atleti coinvolgendone altri sicuramente è da citare la quella dei piegamenti sulle lattine di RedBull su tre tipi di appoggi: Alex Vinatzer, promettente sciatore slalomista italiano, accetta la sfida del velocista Dominik Paris e si fa le sue belle flessioni in diverse modalità, con tre appoggi, con doppia lattina, con due appoggi. E i commenti poi sono favolosi…

6. È il suo giardino di casa

Mondo Duplantis è un promettentissimo astista svedese, figlio di astista e heptatleta. Nel seppur breve 2020 sportivo è riuscito per ben due volte ad abbattere il record del mondo indoor di salto con l’asta: nel giro di una settimana ha saltato prima 6.17m a Torun e poi 6.18m a Glasgow, chapeau. 

Da buon giovane ventenne non riesce davvero a stare fermo, e così ha rispolverato la sua personale pedana di salto nel giardino di casa: d’altronde 6.18m sono salvabili ovunque no?

7. Il tennis ha perso la testa

Di tutti gli sport il tennis sicuramente ha dato il meglio di sé: purtroppo loro sono quelli che avevano impegni più internazionalmente distribuiti, avendo prenotazioni e iscrizioni a tornei in almeno tre continenti diversi in questo periodo. Succede quindi che i tennisti si riscoprono inquilini di case che abitano se va bene due mesi l’anno, e mariti o mogli di persone che generalmente seguono i loro ritmi qualunque cosa accada. 

Ecco allora che se ne inventano di tutti i colori per riuscire a non andare via di testa, ecco degli esempi: 

– Federer lancia una sfida di palleggio sul muro con copricapi estrosi: 

Che comprensibilmente ha un seguito mondiale…

– Murray lancia una sfida di doppio marito-moglie (visto che ormai tutti i fab4 sono sposati) da 100 volee:

Ovviamente la sfida è stata accetta da Djokovic, famoso per non tirarsi mai indietro in queste situazioni goliardiche – ad inizio pandemia ha giocato in strada di notte con dei ragazzi in un quartiere di Belgrado…

Anche la coppia Fognini-Pennetta, completi di figlio che fa giudice, non si è tirata indietro, dimostrando come la voglia di tornare a giocare ci sia non solo da parte di Fabio ma anche da parte di Flavia, ritiratasi ormai a fine 2015:

Il mondo dello sport si è fermato e con responsabilità ha dato la precedenza alla crisi sanitaria mondiale che stiamo vivendo; noi li ringraziamo di quello che stanno facendo anche da casa, perché senza i nostri idoli non sarebbe la stessa cosa.

IL TEMPO RITROVATO È LA NUOVA SERIE DI ARTICOLI SPECIALI DI LUNGOIBORDI CHE RACCOGLIE I FRUTTI DI QUESTA QUARANTENA.

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Francesco Bonato ne dice: l’anagrafe dice che è il più giovane della truppa, la truppa dice che l’anagrafe non conta. Di nome Enrico, poi il cognome è tutto un programma: “once a Pigozzi, always a Pigozzi” e se non sapete cosa intendo vi do un indizio, si misura in decibel. Scout, pallavolista, scienziato sociale, passa il tempo con musica e serie tv, ma il suo vero amore sono le grandi manifestazioni sportive. Esperto di strambe curiosità di contorno di cui nessuno pare occuparsi, ti racconta che la lanciatrice di stone canadese, quando non compete per una medaglia a curling, fa la bidella in una scuola di Montréal, Québec. Bevendo un aperitivo analcolico e sfogliando la gazzetta, rigorosamente partendo dalla fine, si sofferma sulla pagina del tennis e inizia il viaggio: finale di Wimbledon, prato verde, fragole con la panna. Scrive "Corsia Centrale"