La Vierschanzentournee (tournée dei 4 trampolini) è una competizione che si è svolta tra il 28 e il 6 di gennaio ed è il titolo più ambito per un saltatore dopo le Olimpiadi.

I trampolini come detto sono sono quattro, tutti a distanza di una manciata di chilometri: due in Germania (Oberstdorf e Garmisch-Partenkirchen) e due in Austria rigorosamente nello stesso ordine sempre, prima i due teutonici poi quelli austriaci, Innsbruck è sempre il terzo e si svolge il 3 o il 4 gennaio.

Il trampolino di Innsbruck oltre ad essere stato sito olimpico è anche il più spettacolare per la sua particolare posizione a ridosso della città invece che un paesino di montagna, le riprese che si vedono quando un saltatore prende il volo sono spettacolari: creano illusioni ottiche da certe inquadrature, come se l’atleta stesse atterrando sulla città stessa, o sul cimitero che è presente ai piedi della montagna che ospita il trampolino. La torre del trampolino che accoglie gli atleti prima del salto ormai è diventata uno dei simboli della città con la sua forma a serpente che si srotola fino allo stacco verso il vuoto. Il trampolino di Innsbruck è anche il più corto dei quattro proprio per necessità di spazi essendo a ridosso della città, è ovviamente anche quello in cui si salta meno lungo (una decina di metri in meno), ma è anche del tutto riconoscibile per la sua parte di decelerazione dopo l’atterraggio che si impenna nell’altro senso e pone quindi l’uscita in cima alla salita, come una rampa per skateboard.

 

La gara prevede una qualifica il giorno prima, in cui passano il taglio i migliori cinquanta saltatori, che il giorno dopo salteranno a coppie in base alla classifica: il primo in qualifica andrà contro l’ultimo e via dicendo. La sfida è ad eliminazione diretta e così dopo cinquanta salti ne rimangono solo venticinque in gara più i cinque miglior salti tra quelli che hanno perso. I trenta saltatori rimasti, quindi, si apprestano ad un nuovo salto che si aggiungerà al primo punteggio per formare il risultato finale dell’atleta: la somma più alta tra i due salti vince la gara.

La valenza e la formula della tournée è del tutto simile a quella degli Slam nel tennis: nel circuito di Coppa del Mondo c’è un evento, la tournée appunto, che dà punti valevoli per la  Coppa ma che dà anche il proprio vincitore dopo quelle 4 gare. L’importanza della tournée è dovuta al fatto che è una delle più antiche (quest’anno era la 64esima edizione) e benché non sia la più ricca sicuramente è la più prestigiosa a livello di titolo. Un’ulteriore sfida per un saltatore è quella di vincere tutte e quattro le gare nella stessa edizione, completare un Grande Slam per usare termini tennistici: questa cosa è accaduta solamente una volta, nel 2002, nella cinquantesima edizione della tournée e quest’anno già non è più possibile (a Oberstdorf ha vinto il tedesco Freund, a Garmisch e Innsbruck lo sloveno Prevc).

A Innsbruck è stato un monologo dello sloveno Peter Prevc, già leader della classifica di Coppa del Mondo e in un anno di grazia in cui sembra riuscirgli tutto: salti altissimi, arrivi puliti, punteggi stellari, ha vinto con undici punti sul tedesco Severin Freund suo diretto inseguitore, un’enormità. Due salti da 130m il primo e addirittura 138.8m il secondo, nuovo record del trampolino, che proiettano lo sloveno ad una gara dal termine con quasi venti punti di vantaggio sugli inseguitori.

 

L’atmosfera della gara è stata davvero molto coinvolgente: una grande famiglia di appassionati che si riuniva per l’avvenimento dell’anno. Spuntavano bandiere a sostegno di ogni nazione in mezzo all’oceano di colori austriaci ed ogni salto era accompagnato da un assordante rumore di centinaia di trombette. Il pubblico seguiva il saltatore da inizio a fine salto sottolineando con un “ooh” appena spuntava l’atleta volante dalla collina innevata. Un ambiente molto sereno, dove tutti volevano godersi quella ora e mezza di spettacolo, nessuna forza dell’ordine, nessun fumogeno, nessuna rissa post gara, solo tanto vin brulè e bretzel e tanti applausi per quella cinquantina di esseri che si scagliano a 90km orari giù per il dente e poi su in aria, cercando di galleggiare il più possibile tra le urla della folla, il silenzio, l’arrivo in telemark eee.. fatto! Tutti applaudono tirando un sospiro di sollievo, ora su per la salita frenante, saluti alla telecamera e aspetti il punteggio, felice di esserci, felice di aver volato comunque per ben più di cento metri.

La tournée è l’essenza della storia del salto con gli sci andando a racchiudere quattro trampolini che sono templi sacri di questo sport e dove l’appoggio della gente è molto forte e sentito. I tifosi austriaci e tedeschi tengono molto alla tournée e i trampolini si gremiscono di persone per una gara spettacolare che vede saltatori volare e atterrare cercando di essere il più “telemark” possibile (tipica posizione con un piede più avanti all’altro all’atterraggio senza subire troppe spigolate con gli sci) per avere delle valutazioni alte dai giudici di stile. Alla fine delle quattro gare, a Bischofshofen, vicino Salisburgo, ultimo trampolino della tournée, il saltatore che ha totalizzato il maggior numero di punti nella somma dei salti delle quattro gare sarà il nuovo detentore dell’Aquila d’oro (poco tedesca eh) e per sempre ricordato come vincitore della tournée. Poi si ritorna alle solite gare di Coppa del Mondo, ma vincere anche in uno solo dei 4 templi del salto con gli sci vuol dire rimanere nella gloria di questo sport per sempre.

 

 

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Francesco Bonato ne dice: l’anagrafe dice che è il più giovane della truppa, la truppa dice che l’anagrafe non conta. Di nome Enrico, poi il cognome è tutto un programma: “once a Pigozzi, always a Pigozzi” e se non sapete cosa intendo vi do un indizio, si misura in decibel. Scout, pallavolista, scienziato sociale, passa il tempo con musica e serie tv, ma il suo vero amore sono le grandi manifestazioni sportive. Esperto di strambe curiosità di contorno di cui nessuno pare occuparsi, ti racconta che la lanciatrice di stone canadese, quando non compete per una medaglia a curling, fa la bidella in una scuola di Montréal, Québec. Bevendo un aperitivo analcolico e sfogliando la gazzetta, rigorosamente partendo dalla fine, si sofferma sulla pagina del tennis e inizia il viaggio: finale di Wimbledon, prato verde, fragole con la panna. Scrive "Corsia Centrale"