(E lo dice uno che non ha visto la serie)

Se mi avessero detto che avrei visto una campagna elettorale così, probabilmente non ci avrei creduto. Anche se, è vero, non ho moltissimi anni e pur essendo sempre stato attento alla politica di campagne elettorali ne ho seguite varie, ma non tantissime. E in ogni caso, c’è da dire che c’è poco da stupirsi: stiamo assistendo semplicemente all’ennesima strategia commerciale. Silvio Berlusconi, dopo aver capito che comprare le serie Tv americane imbrogliando sul prezzo può essere controproducente, ha semplicemente deciso di confezionare una serie in proprio e di proporre i diritti di vendita ad HBO: non c’è altra spiegazione. La serie si chiamerà “Silvio Berlusconi alle elezioni europee” e, se le premesse sono queste, sarà una roba da rimanere incollati allo schermo.

(Prima di andare avanti, so che qualcuno vuole sapere se davvero non ho ancora visto Breaking Bad. No, non l’ho visto, non ho avuto occasione e più mi dite di vederlo perforzaperforzaperforza meno me lo vedo. L’ho messo nel titolo perché così faceva più click – i regret nothing) (Ah, non ho visto nemmeno Game of Thrones).

Pensateci, gli elementi per mettere su una serie che rimanga nella storia ci sono tutti. Parliamo delle avventure di anziano politico donnaiolo con un passato di guai con la giustizia, ma ancora sulla scena e deciso a rimanerci, che tenta una rimonta da tutti data per impossibile, e che per portare il suo partito ad un risultato dignitoso è disposto praticamente a tutto. Intorno a lui, la squadra di eroi: la giovane fidanzata Francesca, la segretaria maggiorata Mariarosaria, il dinamico vice Giovanni e l’uomo macchina, quello che nei film di spionaggio se ne intende di esplosivi, Denis. Un dream team da far impallidire il cast di Ocean’s Eleven, che non è una serie e lì sono undici e non c’entra niente – lo so, è che mi tornava bene come immagine.

Quindi abbiamo il cast e l’idea. La produzione non ha perso tempo e si è già data da fare per realizzare la puntata pilota, a quanto sembra, e probabilmente anche qualche puntata aggiuntiva. Forse credono talmente tanto nel prodotto che anche senza un contratto da parte di HBO lo pubblicheranno come webserie su Youtube e ci faranno montagne di views e poi sarà Sky Uno ad acquistare i diritti. Sia come sia, nel pilota inizia la campagna elettorale e il protagonista, Silvio, decide di andare dal suo vecchio amico Bruno Vespa a fare un po’ di casino. Lì, per vedere di nascosto l’effetto che fa, inizia a far saltare tutti gli accordi politici conclusi nei mesi precedenti. “Alcuni costituzionalisti”, dice, “mi hanno detto che, riferendosi al sistema monocamerale, la legge elettorale Italicum non è costituzionale. Io penso che noi dovremo approfondire questo fatto, è un dubbio che prima non avevamo avuto”.

Quando il suo amico Denis, grande attore, ha sentito queste parole e ha come da copione fatto più o meno questa faccia.

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Denis Verdini

Ripresa, direi, a piano americano – ma ammetto di non essere un esperto.

E infatti in men che non si dica il telefono del resto del team squilla. Ai due capi della cornetta ci sono Denis e Giovanni, l’ordine è “Sedatelo prima che faccia altri danni”. Così parte l’operazione formattazione: il nostro anziano politico si rimangia tutto, la butta in caciara (un po’ come i del Movimento 5 Stelle di cui abbiamo parlato l’altra volta) e in un successivo colloquio con la sua altra amica Barbara D’Urso, quella da cui di solito va per parlare della sua storia di coppia, va a dire che no, lui, non ha mai rotto nessun patto e che non ha intenzione di iniziare adesso.

Se questa fosse una serie avremmo visto, in qualche scena appositamente confezionata, le fibrillazioni di Giovanni Toti e Maria Rosaria Rossi mentre Silvio faceva saltare l’unico patto politico che lo mantiene in vita – appeso alla stretta mortale di Matteo Renzi, ma in vita – per poi avvicinarsi e chiedere: “Ho fatto bene? Ho fatto bene?”. Una bomba di insulti deve essere esplosa dentro il cuore dei due, soffocata con tutte le forze e trasformata in un “Cavaliere, è meglio limare”.

Il nostro Silvio ha talmente limato che dopo poco tempo ha deciso di occuparsi di una questione appena appena poco sentita in Germania: i Lager nazisti; accusando tutta la popolazione tedesca di fare di tutto per oscurare la memoria dei campi di concentramento del Reich: “Loro non li hanno mai voluti”. Cavaliere, ma se il punto è dire qualcosa contro la Germania, non era meglio dire: i tedeschi sono inaffidabili perché mangiano crauti? Almeno così si sarebbe evitato di mettere nell’imbarazzo continentale l’intero Partito Popolare Europeo, costringendo a chiedere ufficialmente al nostro anziano politico di scusarsi con il popolo tedesco, e dando carburante al principale candidato dell’opposizione di sinistra che guarda caso è lo stesso che Berlusconi aveva chiamato “kapò nazista”. Quest’uomo è un eroe totale, non vedo l’ora di vedere questa serie, quando uscirà.

E che sia una serie Tv è dimostrato anche dal fatto che non mancano nemmeno gli scatti rubati nei camerini, con il nostro attore/politico sorpreso praticamente senza parrucchino a rileggere importanti documenti utili per la campagna elettorale.

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Momenti di vita privata di Silvio Berlusconi

L’ultimo episodio filmato mostra il nostro attore che discutendo della sua recente condanna ad un centro per anziani disabili si è lasciato sfuggire che il presidente della Repubblica, secondo lui, avrebbe avuto il “dovere morale” di comminargli la grazia e che il processo che lo ha condannato poteva definirsi una “farsa”. Ora i giudici stanno valutando le sue parole e c’è la possibilità che lo confinino ai domiciliari perché le sue parole sarebbero incompatibili con il regime di favore concesso dall’affidamento ai servizi sociali, che infatti si chiama “affidamento in prova ai centri sociali. In prova, ovvero: prova a datte ‘na regolata; ma no, niente. E la serie è tutta qui.

Che questa sia una produzione televisiva è confermato dal fatto – o no?  – che in molti già dicono: lo sta facendo apposta. “È chiaro che tira la corda sapendo neppure lui se si spezzerà, ma se si spezzerà e il Tribunale di Sorveglianza dovesse ridurgli pesantemente la libertà”, scrive Michele Fusco sul Fatto Quotidiano: “Lui, Berlusconi, avrà ottenuto il suo scopo: finire in ceppi, mostrare all’esterno che il suo Paese lo vuole morto, senza più libertà, e su tutto questo – sull’idea di un leader decapitato e martirizzato – costruirà quel che resta della campagna elettorale”. Insomma, è tutta scena.

È tutta scena?! È tutto in scena, vorrete dire. E allora io dico: a lui (non) levategli il vino, a noi portate la birra. Sarà la serie più vista, terribile e delinquenzialmente divertente di sempre.

[Questo articolo è qui per farsi due risate, ma credo che qualcuno dovrebbe farla veramente, ‘sta serie.]

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Andrea Nale ne dice: 26 anni, metalmeccanico dell'informazione online. Speaker, autore radiofonico, educatore, capo scout, se volete discutere con lui allenatevi prima altrimenti non ne uscirete vivi, o ne uscirete cambiati. Nonostante tutte queste attività si definisce pigro ma conoscendolo non è proprio pigrizia, è che le cose vanno fatte tutte e anche di più ma tutte e anche di più a misura d'uomo - quale è - e di studente di "fatica applicata al diritto", che poi sarebbe la sua definizione di Giurisprudenza. Scrive "Frontiera".