Cosa succede ad avere nostalgici del Fascio in posizioni di potere e come cancellare un concerto possa costituire un vero e proprio atto di forza, in grado di stabilire chi comanda davvero.

Verona ha una particolarità: per certi versi è sempre stata una città in grado di anticipare tristemente i tempi e, per questo, costituisce una sorta di osservatorio privilegiato su alcuni – altrettanto tristi – fenomeni. Lo è stata con il caso Maso, poi con Giancarlo Stevanin, per continuare con il caso di Tommasoli, il ragazzo ucciso a botte da un gruppo di neonazisti (neonazisti che, però, a Verona, almeno a livello istituzionale, vengono sempre definiti un gruppo slegato da qualsiasi appartenenza politica eccetera eccetera). Sarà. Ma, intanto, anche in questi giorni, grazie al cartellone (modificato) del festival sui temi ambientali VRBAN, si vede come l’amministrazione comunale veronese tenga particolarmente a privilegiare e condividere gli interessi dei gruppi slegati da qualsiasi appartenenza politica eccetera eccetera.

Ma partiamo dall’inizio. VRBAN è un festival che quest’anno giunge alla nona edizione. Su quanto sia lecito e appropriato che questo festival sia (stato?) sponsorizzato dalla società controllata dal comune AMIA (diretta – guarda caso – da Andrea Miglioranzi, con un passato nella band neonazista Gesta Bellica), e quindi da un’amministrazione comunale che, sulla carta, si occupa di temi ambientali e poi porta avanti progetti devastanti come il Traforo, a Verona si parla già da parecchio tempo.

Ora, il problema in merito all’edizione di quest’anno, nasce per quel che riguarda il cartellone musicale: gli organizzatori, per domani giovedì 4 settembre, prevedono il concerto dei 99 Posse. Apriti cielo: AMIA ritira la sponsorizzazione, buona parte dell’amministrazione comunale insorge contro il gruppo colpevole di essere non solo napoletano e comunista, ma anche istigatore alla violenza e all’uso di eroina, Forza Nuova preannuncia di voler partecipare con i propri simpatizzanti alla manifestazione, la Digos monitora la situazione, contro l’esibizione si scagliano anche i simpaticoni di Christus Rex… e, alla fine, il concerto viene annullato.

Pirmo a destra, Andrea Miglioranzi, coni Gesta Bellica
Pirmo a destra, Andrea Miglioranzi, con i Gesta Bellica

In rete è possibile trovare il comunicato stampa sulla questione diffuso dai 99 Posse, così come le dichiarazioni di buona parte degli amministratori veronesi. Tra tutte, spicca il capolavoro del sindaco Flavio Tosi, che si trincera ancora una volta dietro l’immagine di leghista illuminato e dichiara tutto e il contrario di tutto. Riferendosi a Miglioranzi, dice: «Lo comprendo perché per motivi analoghi in passato lui è stato perseguitato sul piano personale e politico», salvo poi condividere alcune dichiarazioni farneticanti di alcuni alleati politici, finendo quindi per dirsi favorevole al concerto, ribadendo però, allo stesso tempo, di essere contrario alle idee del gruppo:

«Condivido poi la posizione del consigliere Ciro Maschio, che ha invitato i 99 Posse a fare una dichiarazione pubblica di condanna della violenza politica e magari a devolvere in beneficienza l’incasso della serata. Dopo di che io sono liberale e come il Comune ha dato gratis l’Arena alla manifestazione con padre Alex Zanotelli, anche se non la pensa come me, sono doppiamente convinto che esso debba concedere la possibilità a tutti di esprimere le proprie idee. Ho invitato gli organizzatori di Vrban a mantenere il concerto dei 99 Posse. Chi vorrà andarci ci andrà e chi non vorrà non ci andrà. E pazienza se ci sarà un po’ di polemica politica. Ma sia chiaro: io non condivido nulla delle idee e dei testi del 99 Posse».

Pare strano che un sindaco non abbia messo bocca in una questione tanto delicata, o non c’entri nulla con gli inviti – chiamiamoli così – arrivati da più parti ad annullare il concerto (perché, ovviamente, la versione ufficiale rimane questa: sono stati gli organizzatori a dare il no definitivo al live, per paura degli scontri). Pare strano, dicevo, che Tosi sia completamente al di fuori di tutto: anche perché, tra i primi ad annunciare la sospensione del concerto è stata uno dei fedelissimi del sindaco, nonché una delle figure più tragiche dell’amministrazione comunale veronese:  . Ora, non bastasse la sua qualifica quasi fantascientifica di consigliere con delega al wi-fi e ai Veronesi nel mondo, basta dare un’occhiata alla sua bacheca di Facebook per intuire il tono democratico con cui vengono affrontate questioni di questo tipo in Comune. “Evviva L’esibizione del gruppo 99 Posse é stata annullata. Grande gioia!” scrive Di Dio, il 19 agosto, prima che la decisione venga ufficializzata. E a chi protesta e chiede motivazioni, risponde così, non perdendo l’occasione per tirar dentro – visto che ci stanno bene con tutto – anche i due Marò: “AVerona no perchè i 99 con le loro canzoni istigano all’odio e alla violenza, oltre che all’uso di droghe. Se vuoi sentirli vai a Napoli oppure invitali a casa tua, ma non pretendere di imporre questi “campioni” di democrazia a tutti noi. Approposito vatti a vedere cosa pensano sulla questione dei Marò Italiani detenuti in India da oltre 2 anni, vergognosa!”. E, di nuovo, a chi se la prende con la decisione: “Bene alle prossime elezioni avrai la possibilità di cambiare quelli che ci sono al comune di Verona come dici tu, ovviamente se tu e chi la pensa come te vincerete le elezioni, per adesso ti devi accontentare…”, per concludere con un “Per quanto mi riguarda questo tipo di “artisti” dovrebbero suonare solamente a casa loro”.

Non vi basta? Potete sempre spulciare tra le iniziative di Di Dio per il Comune: mozioni e proposte che mischiano l’amore per gli animali da compagnia e richieste di divieti per attività revisionistiche sulle Foibe.

Insomma, per concludere, la posizione del Comune sembra questa: fino a quando comando io, a Verona suona chi dico io. E che quasi nessuno degli amministratori abbia vergogna o timori a dirlo apertamente, a me pare piuttosto grave. Che, alla fine, la censura comunale abbia avuto la meglio, mi sembra ancora più grave: nel gioco di forza messo in atto, il concerto era solo il mezzo per dimostrare chi comanda davvero. E chi abbia vinto, in questo gioco di forza, mi pare chiaro.

Perdiamo un concerto dei 99 Posse (non una grande perdita, a livello musicale, per quel che mi riguarda); ma forse perdiamo anche qualcosa di più.

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Francesco Sabaini ne dice: Max fa il giornalista e, forse meglio, lo scrittore. Parallelamente svolge la professione di Grande Censore della Canoscenza sui social netuorcs, specialmente quando si lancia nei suoi strali di una lunghezza cosmica, che ti viene voglia di tagliarti la gola da solo prima della metà. Poi, quando ci bevi le birrette a Veronetta, mescola divinamente la succitata onniscenza con la classica attitudine veronese da bar. E tutto finisce al posto giusto. Uno che adora i Massimo Volume allo stesso modo dei Pantera, per dire. Scrive "Tumbleweed".