Oggi, appena ho visto girare su Facebook questa foto, la mia prima naturale reazione di risposta è stata “No dai, impossibile, è una bufala”.
Ho cercato quindi chiarimenti sul web nel più totale scetticismo, Cosa vuoi che sia vero?, pensavo, mentre insieme mi saltava in testa una scena del film La Vita è Bella: “niente ragni e visigoti nella nostra libreria!” diceva Benigni in quella scena, pensavo, Sì dai è una bufala, io che pensare penso sempre un sacco di cose tutte insieme e sono tutto sommato incline all’ottimismo.

E invece cerca – cerca eccolo lì davanti ai miei occhi, l’articoletto uscito sul giornale locale.

Poche righe riguardo all’accaduto, la parola razzista messa tra virgolette, io che ogni tanto mi chiedo cosa la gente deve fare ancora di più, a Verona, per togliersi quelle virgolette di dosso e cominciare a prendersi le proprie responsabilità, io che penso in fretta e siccome penso in fretta sicuramente penso male, io che vivo in una città dove appendere in una vetrina un cartello con scritto “VIETATO L’INGRESSO AI NEGRI” non è un atto razzista e basta, è un atto razzista tra virgolette, io che scusate, adesso vi dico una cosa, però prima scusate scrivo una parolaccia perché ce l’avete messa tutta per togliermela dalla bocca, “porcadiquellatroia” la cosa che devo dirvi è che a volte, cari veronesi, mi fate proprio saltare i nervi.

Mi fate saltare i nervi per un sacco di cose:
mi fate saltare i nervi perché una libreria è proprio l’ultimo posto dove mai avrei pensato potesse accadere una cosa del genere.
Mi fate saltare i nervi perché negate l’evidenza davanti l’ovvio.
Mi fate saltare i nervi perché non siete divertenti.
Mi fate saltare i nervi perché non vi capisco.
Mi fate saltare i nervi perché non vi si può più sentire.
Mi fate saltare i nervi perché avete varcato la linea che sta subito dopo la chiacchiera da bar.
Mi fate saltare i nervi perché non vi siete resi ancora conto che un domani, potreste essere voi a non poter entrare da qualche porta, e che ne’ il vostro odio gratuito, ne’ il vostro garantismo vi aiuterà di certo a tirare la maniglia.

Ma forse più semplicemente sono solo io che parto prevenuta,
forse sono solo io che chiudo la mia porta davanti a questa vergogna,
forse sono solo io che come al solito penso in fretta e sicuramente penso male, di questa mia città che è bellissima, peccato però che è piena di “teste piccole”.

Mi avete fatto passare l’ottimismo.
Vado a farmi una camomilla.

 


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Max Maestrello ne dice: Silvia ogni tanto scompare. Anche quando ci esci insieme, ogni tanto scompare. Il più delle volte non ci fai caso: un po’ perché lei, Silvia Colli, è piccolina. Un po’ perché quando scompare, la cosa dura giusto qualche secondo. Allora una volta ci sono stato attento. Ho sentito che stava scomparendo quei due o tre secondi, come fa di solito, e ho fatto attenzione. Ho scoperto questo: Silvia Colli, in realtà, non scompare. Si nasconde da qualche parte – la prima cosa che trova lungo la strada: un palo della luce, una siepe, un cassonetto – e si infila un paio di occhiali. Guarda le realtà attraverso le lenti di quegli occhiali per due o tre secondi, poi se li toglie e fa come se niente fosse. Quelle cose lì che vede attraverso quegli occhiali speciali, le scopri solo a distanza, tempo dopo, quando le mette dentro un racconto, o una cosa che ti racconta, o in mezzo alla recensione di un libro. Una sera che mangiavano una piadina, una sera che mi ha detto “Oh, mona, io vado un attimo in bagno” – lo confesso – l’ho fatto: mentre non c’era ho frugato nella sua borsa e ho trovato quegli occhiali speciali. Me li sono infilati un attimo e ho capito perché Silvia Colli, quando le chiedi che lavora fa, dice “Pettino i pollami”. Però, quegli occhiali lì, a me, non stavano su. Mi cadevano da tutte le parti. Stanno giusti solo a certe persone, tipo la Silvia Colli, ho pensato, quegli occhiali lì. E poi, dopotutto, ho pensato anche questo: che mi piace aspettare che me le racconti lei, le cose che vede con quegli occhiali. Che secondo me, poi, mi sa che se li mette su anche per scrivere. Scrive Libri a Catena.