“Winter is coming”: oltre ad essere una citazione molto dotta, è anche un dato di fatto. Ovunque siate (non conto l’emisfero australe per cieca invidia) vi dovrete arrendere all’evidenza di un lento e graduale passaggio da “no, troppo caldo per fare sport, basta che sto fermo per sudare” ad un “nono troppo freddo, col brutto tempo non ho voglia di fare fatica”. La situazione scivola lentamente in una drastica dimensione di simbiosi col piumone e con la ventola del computer fisso su Netflix a tenerci caldo il pancino.

Vi scrivo tutto questo perché sì, anche io patito di sport faccio fatica col freddo a mettermi in movimento. Ma so anche che le endorfine sono la panacea di ogni male, ve lo giuro. E quale miglior modo per attivare tutto ciò se non con una sana e tranquilla corsetta?

Sì, avete capito bene, più fa freddo e più la corsetta ha effetto, e non sono solo io quello che lo dice. Se è vero che il metabolismo stimolato dal movimento brucia ancora di più col freddo, una bella corsetta vi aiuterà ad essere più rilassati e soddisfatti anche a livello cerebrale.

Non si tratta di far fatica fisica, ovvio un po’ ne farete, ma ve lo giuro, sarà più quella mentale di iniziare che quella fisica del momento.

Sì avete letto bene comunque, CORSETTA, non Maratona di New York, e serve davvero poco per avere risultati soddisfacenti. Se dopo 20 minuti di leggero trotto il vostro corpo inizierà a bruciare grassi, dopo più o meno 45 minuti troverà il ritmo perfetto di respirazione e lì il vostro corpo subirà una pulizia generale che manco i migliori autolavaggi. Quindi la questione è che non bisogna ammazzarsi, non è che se per una volta avete trovato la forza di infilarvi delle scarpe da corsa e andare in giro per il quartiere allora dovete fare i fighi e partire sparati. NO. Non vi corre dietro nessuno, nel vero senso della parola.

Non abbiate paura di andare lenti, ma davvero lenti, ed essere sicuri di sentire bene ogni parte del vostro corpo. Per sentire bene intendo non correre per inerzia, non trascinarsi per i marciapiedi pensando che l’importante sia produrre chilometri. Meglio 5km fatti bene, attivando tutti i muscoli che 10km con una corsa spastica e poco funzionale.

Insomma sì, vi sto suggerendo con questo articolo, proprio ora, proprio col freddo, di continuare a praticare un po’ di corsa, di trovare del tempo da dedicarvi, e per chi non ha mai fatto nulla di sfruttare il momento perfetto e iniziare. E se me lo chiedete NO, non esistono attività complementari alla corsa. “Eh ma io faccio GAG perché così mi tonifica le chiappe” No. “Eh ma io preferisco la bici, così mi trovo coi miei amici” No. “Eh ma io faccio yoga acrobatico che così posso librare in aria come una farfalla” No. La corsa è un qualcosa di radicale e quasi catartico nel suo essere così semplice e democratico da considerarsi lo stereotipo dello sport. Se alle Olimpiadi in Grecia la corsa è sempre stata la gara più partecipata nelle sue diverse categorie e distanze ci sarà stato un motivo. Andare in palestra non è la stessa cosa, io stesso che nuoto, mi rendo conto nella mia nerditudine come la corsa completi e migliori le mie prestazioni natatorie.

Detto questo vi darei alcuni spunti, sempre dall’alto della mia sapienza amatoriale, prendeteli più come consigli di un amico che con tutta franchezza pensa che un po’ di corsetta non vi faccia poi così male (sì pure te col tartarugo).

1- Prima di ogni cosa, di ogni possibile volontà e piano di attacco al vostro grasso, la prima azione da fare nel caso voi non abbiate mai corso in vita vostra è andare in un qualsiasi negozio di articoli sportivi e comprarvi delle scarpe. Le scarpe dovranno essere belle, ma soprattutto comode e che diano un buon sostegno. Dovrete andarne fieri, farle vedere a tutti, publicare foto su Instagram, video su Snapchat con filtri e controfiltri, essere contenti di quei colori sgargianti o di quelle strisce catarifrangenti, saranno le vostre amiche del cuore e ovviamente non dovrete vedere l’ora di provarle. La cosa intelligente e che poi vi potrebbero ritornare utili per mille altre attività, sono molto versatili quindi è vero, potrebbero essere un investimento, ma dai poi non ci penserete più per un annetto sicuro. La tecnica degli accessori nuovi da provare è un trick interessante per darvi un boost nei momenti di monotonia e difficoltà: una volta sono andato avanti due mesi sparato dopo che mi avevano regalato un orologio che misurava praticamente tutto, mai corso così tanto per testarlo. Ovviamente questo è altamente soggettivo, come tutto nella corsa oserei dire, ma i miei sono solo suggerimenti che potete assimilare o scartare.

2 – A questo punto bisogna trattare un argomento per me fondamentale:
Cosa diavolo faccio mentre corro? Qui veramente la soggettività si spreca, però è un bel modo per capire anche come si reagisce e come impegniamo la nostra mente durante le giornate. Ovviamente il cellulare non lo avrete in mano, quindi dovrete trovare un’altra soluzione, in questa nuova dimensione che vi catapulta in mezz’ora di solitudine quasi utopica.

Qui seriamente ne ho visti di tutti i colori: gente che corre con la musica sparata nelle orecchie come me è la normalità.
C’è gente che fa la lista della spesa o delle commissioni da svolgere nel resto della giornata.
C’è che si concentra sulla corsa (questi veramente fulminati) e stanno attenti al movimento giusto e al ritmo.
C’è chi si ascolta la radio perché con la musica non si sente stimolato e preferisce le persone che espongono pensieri e raccontano fatti.
C’è chi fa telefonate di lavoro (lo giuro ne ho visti) mentre trotterellano per il parco.
Ho sentito persone che si scaricano podcast e si assaporano “declino e caduta dell’impero romano d’occidente” mentre sfrecciano tra palazzi futuristici.
Ho sentito pure Matteo Renzi in un’intervista che dichiarava che mentre corre lui si ascolta i discorsi di Obama, corsette movimentate le sue.

Nei miei momenti di autismo, quando ancora ero sommerso dallo studio delle superiori, mi attaccavo strisce di scotch di carta alla base della maglietta, così riuscivo a ripassare mentre correvo e se mi sfuggiva un elemento della tavola periodica, TAAAAC, giravo la maglia e leggevo cosa mi mancava. Almeno finché non sudavo talmente tanto da bagnare anche il pezzo di maglia su cui erano attaccati gli appunti…

Insomma seriamente ormai si può fare qualsiasi cosa mentre si corre, una volta ho ascoltato un messaggio vocale di 15minuti, praticamente il riscaldamento!

Tempo fa ho sentito dire da una signora che correva da 20 anni che le scelte migliori della sua vita le ha prese mentre correva. In effetti questo procedere incessante e il macinare chilometri per i più affezionati al viaggio interiore e alle domande più grandi di loro, può essere una bella situazione da sfruttare per trovare soluzioni e guardare le cose da un’altra prospettiva.
A volte durante le giornate mi ritrovo a dover iniziare a pensare a qualcosa, boh un regalo per una persona o un progetto per l’università e mi dico “ah vabbè dai ci penso dopo mentre corro”, sospendo il pensiero e lo riprendo dopo mentre vago per la città.

Ovviamente anche la scelta della musica è fondamentale. Spotify aiuta per certi versi, almeno per me, perché preferisco musica nuova e mai ascoltata, semmai mando avanti. Quando poi conosco bene le canzoni mi metto a pensare a quanta fatica sto facendo, a chi me lo ha fatto fare, me la vivo male, e vabbè poi la volta dopo ci metto il doppio del tempo a mettermi le scarpe.

Il segreto quindi è PENSARE A QUALCOSA: la corsa è un sacco di tempo percepito, ma davvero tanto, un minuto sembra un anno e correre mezz’ora ti fa rivivere la tua vita dalla culla all’ultimo pasto, il cervello va velocissimo e il fiatone non è un fattore destabilizzante, non aver paura di affrontare le tue angosce, sei solo tu e il tuo sudore, magari ti fa capire che non è ingegneria la tua vocazione ma l’associazione dei panificatori!

3 – E qui siamo arrivati all’ultimo pilastro fondamentale: IL PERCORSO.

Allora io dopo anni di ricerca e test ho capito che se voglio correre tanto, limitarmi all’anello del parco vicino casa non mi basta. Ora vabbè io vivo in una città neanche troppo grande ma davvero bella. Quindi ne approfitto e faccio giri, a volte a caso, a volte pianificati, su e giù per i ponti, lungo i fiumi, tra le piazze o semplicemente sui marciapiedi. Passo per i parchi e a volte ci faccio un giretto, mi piace vedere le persone che fanno cose, che producono rapporti e smuovono la società. Mentre corro vedo cagnolini che tirano padrone in tacchi a spillo, ciclisti che insultano automobilisti, bambini che giocano a non toccare le linee per terra, coppiette che ridono e anche quelle che litigano. A volte mi affiancano turisti chiedendomi indicazioni, che io prontamente do dopo aver stoppato Runtastic che sennò si sballa la media per chilometro.

Insomma, piuttosto sarò l’unico che corre ma almeno intorno a me c’è vita. Ovviamente mi guardo bene dall’ addentrarmi in questi luoghi così vivaci in orari affollati, ma per le mie abitudini sportive non è neanche troppo un problema. E il bello dell’inverno è che la sera arriva prima, così potete correre un po’ più indisturbati. Magari evitate i posti poco illuminati ecco…

4 – Ve lo dico chiaramente con tutta la schiettezza che posso avere: quando iniziate a correre, tutte le volte, vorrete solo morire. I primi 15 minuti per me sono traumatici, mi fa male tutto: la caviglia destra, ora la sinistra, ora la pancia, ora il ginocchio sinistro… Sarà un concerto di dolorini e sofferenze.

Ok ora vi dico anche questo in maniera schietta: NO, NON STATE PER MORIRE. Tutti i dolorini, se siete in condizioni sane ovviamene, sono perfettamente normali. Ovviamente il senso di partire lenti, trotterellando e cercando di muovere tutti i muscoli è anche perché con il freddo il nostro corpo ha bisogno di più tempo per scaldarsi, diciamo che in quei dieci/quindici minuti si sta oliando tutto per bene, ma bisogna avere pazienza, pensare ad altro, distrarsi e come la maggior parte delle cose poi sparirà senza che ve ne accorgiate. Se avete qualche articolazione più delicata assicuratevi di scaldarla bene prima con un po’ di esercizi per la mobilità articolare, anche un po’ di stretching non farebbe male eh, io ve la butto lì.

5 – Per finire, se proprio volete farla grassa, se proprio volete essere dei bravi studentelli che completano il compitino, o siete diventati talmente ossessionati da questo bellissimo articolo che seguite alla lettera ogni mio consiglio, potreste fare degli esercizi propedeutici. Infatti in realtà dopo aver corso 40/50 minuti il vostro corpo è perfettamente riscaldato, e i vostri muscoli sono pronti per qualsiasi tipo di sforzo e strappo, quindi perché non sfruttare questa straordinaria situazione? Rafforzare il busto ad esempio sarebbe un toccasana, per assumere una postura più composta durante la corsa, ed essere anche più efficaci chissà magari dopo un mese di corsetta quando punterete a più di un “voglio finire senza morire”.

Ricapitolando la sequenza è più o meno questa:

Comprate scarpe e indumenti, sgargianti mi raccomando, che gli altri vedano che voi correte, e che ne andate fieri.

Procuratevi un distraente: musica, discorsi, angelus, pensieri filosofici, tutto è valido.

Elaborate il percorso, in base a quello che vi sentite, che sia interessante, che sia stimolante, anche random va benissimo, basta che poi sappiate trovare la via di casa.

Prima di partire accertatevi che le vostre articolazioni siano abbastanza impavide e coraggiose da sostenervi in tutto il tragitto, il cervello invece potete anche spegnerlo.

Alla fine fate come volete, ma ricordatevi che prima di saltare in doccia dovreste aspettare di smettere di sudare. Perché non occupare quel tempo con un po’ di sani esercizi a corpo libero? Addominali e flessioni sono molto apprezzate.

Non serve davvero tanto, bastano 45 minuti al giorno e molta costanza.

MI RACCOMANDO FIGLI MIEI LA COSTANZA!!!111!!1!!

E non solo voi vi accorgerete dei cambiamenti.

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Francesco Bonato ne dice: l’anagrafe dice che è il più giovane della truppa, la truppa dice che l’anagrafe non conta. Di nome Enrico, poi il cognome è tutto un programma: “once a Pigozzi, always a Pigozzi” e se non sapete cosa intendo vi do un indizio, si misura in decibel. Scout, pallavolista, scienziato sociale, passa il tempo con musica e serie tv, ma il suo vero amore sono le grandi manifestazioni sportive. Esperto di strambe curiosità di contorno di cui nessuno pare occuparsi, ti racconta che la lanciatrice di stone canadese, quando non compete per una medaglia a curling, fa la bidella in una scuola di Montréal, Québec. Bevendo un aperitivo analcolico e sfogliando la gazzetta, rigorosamente partendo dalla fine, si sofferma sulla pagina del tennis e inizia il viaggio: finale di Wimbledon, prato verde, fragole con la panna. Scrive "Corsia Centrale"