mercoledì, 23 agosto, 2017
Eleganze apostrofate

Eleganze apostrofate

Di Cecilia Pigozzi. Non solo parlo con le parole, loro parlano a me. Dev’essere perché mi soffermo ad osservarle, ed un giorno, da un cartello, affittasi dice a vendesi: “Oh ma hai visto quella biondina? Che ha da guardare?”. Ma vendesi, notoriamente più affidabile, deve aver sparso la voce in giro, ed ora mi sento dire le cose. Sento le voci – si lamentano di esser maltrattate, le parole, perché sarà pur vero che ce le siamo inventate noi, ma illustri esempi c’insegnano che spesso le creazioni sfuggono al volere dei loro autori, figurarsi se quelli non sono nemmeno chiaramente individuabili e quasi sicuramente morti. Per scherzo, dico che le parole devono essere usate come vogliono loro. Senza scherzi, dico che le parole si usano come vogliamo noi, ma con coscienza. Io qui le apostrofo, anche quelle più superbe, e pretendo di parlarvene, loro sono troppo eleganti per farlo.