Il confine tra Messico e Stati Uniti è separato da un muro di mille chilometri, dalla California all’Arizona. Due mondi, come fu a Berlino, sono separati da una barriera di cemento che ogni anno causa circa 500 morti tra i messicani che tentano di evitarla attraversando il Rio Grande.

I controlli più severi sull’immigrazione, a livello mondiale, hanno ovvie ripercussioni anche sulle vite di tutti i messicani, e tutti quelli che abitano a sud degli USA. In seguito all’aumento dei controlli, dall’aumento delle pattuglie, i migranti preferiscono lanciarsi nel fiume o nella boscaglia piuttosto che essere presi dai soldati americani.

Questo breve documentario di cinque minuti racconta la storia di Abril e del suo bambino di 2 anni Juliàn: il padre di Juliàn è stato fermato dalla polizia al confine e riportato in Messico, dove è costretto a vivere. Il documentario mostra il modo con cui la famiglia riesce a rivedersi, ad incontrarsi di nuovo.

Questo è il modo di essere famiglia di Ubriel Juliàn e Abril: guardandosi attraverso una grata di qualche centimetro che separa due mondi opposti.

Nessuna retorica, solo il video più triste che vedrete oggi.

 

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Cecilia Pigozzi ne dice: Francesco Bonato per finta fa l’ingegnere civile, il dj della musica da situazioni, il baskettaro in serie D, il type designer. Francesco Bonato per davvero fa il videomaker, all’inizio lo faceva per finta anche quello ma poi alla fine è diventato vero. Scrive "Letterbox".