Pietre Preziose è una rubrichina di cose belle, una lista di dieci meraviglie più una, per riempirci gli occhi e sorridere anche se la giornata è nera. Da piccola avevo questa pietra azzurra, la mia preferita tra i minerali da collezione in edicola il mercoledì, era il mio portafortuna. Voglio che Pietre Preziose sia il tuo.

Ognuno ha il proprio alfabeto, il proprio modo di riconoscere le lettere come sue. A di Ape o di Albicocca? E se fosse A di Arcade Fire? E perché no, A di Amaretto Di Saronno? Questo è il mio:

A è un giorno che Stefano mi doveva dire una cosa romantica e mi ha detto “la seconda parola inizia per A”

B è il profumo di Borotalco di mia nonna che arrivava in bici e scendeva al volo tutte le mattine.

C è quando avevo sei anni e trattenevo le risate dentro le labbra perché avevo paura che a ridere a Crepapelle la pelle si crepasse davvero.

D di Dinosauro, senza D di Dubbi.

E poi?

F sono la Flora e la Fauna.

G una Granatina all’amarena.

H dev’essere per forza un Hotel.

I è l’Impermeabile giallo che ho messo per andare a visitare una miniera, la stessa miniera in cui la guida ha detto “non toccate le pietre azzurre che sono velenose” e io le stavo chiaramente accarezzando come se fossero figlie mie.

L di Liquirizie, che non so mai se si scrive con la e o con la i.

M di Mappamondo, che però quando ho il raffreddore mi viene da dire “bappabondo” e quindi si trasforma in B.

N e poi Naturalmente c’è la

O che è un Orto di C di Carote, M di melanzane e

P di Peperoni.

Q di Quasi finito l’alfabeto.

R è un Ritornello da cantare sull’autobus in gita a Verona romana.

S è un Sorso d’acqua per fare una pausa che qua io credevo che fosse finito e invece non finisce più.

T è il Trampolino e io mi tuffo nella

V di Vasca da bagno e ci voglio restare tutto il giorno come Alex Britti.

U di Uh, quasi me la dimenticavo.

Z di Zainetto che ho dimenticato da qualche parte in quella gita a Verona romana.

Forse si è capito, forse eh, Pietre Preziose di questo mese ripassa l’Alfabeto:

 

EK6Q11. Alphabetty, un alfabeto simpatico di Ben Javens. (la O è la mia preferita)

968201acb8df3a7388177203fc3b725d

2. “Amore, dove hai messo Il Barone Rampante?” “Sulla M”

 

alpha-1

3. Quello che vuoi, con cosa vuoi. L’importante è che sia Helvetica.

 

alpha-map670

 

4. Alfabeti direttamente dal satellite.

crowdsourced_type_00

5. Bic ha creato il carattere universale.

 

noisy-alphabet

 

6. Che rumori fa un alfabeto? Te lo dice Tom Gauld.

Tommy-Perez_AtoZoë_A

7. Da rimanere con gli occhi aperti così.

02_JoyceDennys_WinterSports_50watts_1000

8. L’alfabeto degli sport invernali, datato 1926.

35bbd8d3ea72716ca7edf5b5fb8915f4

9. Dove abiti? In una U.

nbc_tjf_hlt_s02e22_150_danielradcliffe_raps_20141028

10. Il rap di Daniel Radcliffe (Harry Potter) da Jimmy Fallon.

 

tumblr_lx0v5cQiTb1r9pv8xo1_1280

+1. Questo è il mio preferito, l’alfabeto ispirato al guru del fitness Jane Fonda che Sean Morris ha disegnato per Frankie Magazine.

 

Licenza Creative Commons
lungoibordi.it dilungoibordi.it è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://www.lungoibordi.it.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso http://www.lungoibordi.it.
CONDIVIDI
Articolo precedenteGoogle Car, ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la tecnologia
Articolo successivoFino a qui tutto bene
Alberto Frecina ne scrive: praticamente l’impersonificazione del blogger. Solo quel newyorkese dell’Upper West Side di Manhattan può districarsi al suo pari tra i post di Tumblr. La sesta amica di Sex and city, solo perché le altre le hanno chiesto l’amicizia su Facebook. Lei va a vedersi concerti “non lo so ma belli” e lo shopping lo fa da sola, le altre la inseguono. Tees con dinosauri e sneakers. Le sue collezioni di “cose” nei post in giro per il web sono stilosismo che Carry non potrà mai raggiungere. Ha tempo solo per i suoi collage di video e imprendibili pezzi di web. All'inizio non sai perché li guardi, poi diventa una dipendenza In realtà si chiama Pietro Bembo, non hai capito lo so, proprio questo intendevo. Scrive "Pietre Preziose".